lunedì, novembre 30, 2020

BIANCO E NERO. Parte 1

Mi ricordo perfettamente del nostro primo incontro, onestamente non mi eri affatto simpatico, non mi piacevi, ti trovavo borioso e fintamente empatico, con quella tua aria da finto esistenzialista; tu che cercavi di nasconderti da tutti e per farlo non facevi altro che metterti in mostra. 

Da subito risaltava il tuo cinismo, tra frasi lasciate a metà e occhi che sapevano leggere ben oltre i miei silenzi, ben oltre le mie gote infuocate, sapevi già cosa stavo pensando anche quando lo negavo, anche quando mi allontanavo da te. Seppure odio ammetterlo, eri in grado di leggermi l'anima, sapevi scalfire la corazza di cemento che avevo pazientemente costruito dentro di me nel corso degli anni, con un semplice soffio delle mani. 

Da sempre la malinconia che ti appartiene, come seconda pelle, traspariva dai tuoi occhi torbidi, come acqua che sgorga incontrollata; da subito hai cercato aiuto, e per farlo non hai avuto bisogno di urlarlo il tuo disagio, ma ti sei limitato a rimanere in silenzio, osservando nel vuoto indecifrabile delle tue parole, e mentre cercavi di fuggire dal mondo, camminando per quella strada a senso unico, sei inciampato addosso a me ma io non ti stavo cercando e ti ho accolto malvolentieri, senza sapere neppure fino in fondo cosa mi sarebbe accaduto, di lì in poi. Ti raccolsi come si accoglie un gattino ferito per strada, pensando che dovessi semplicemente curare una ferita superficiale.                                                             

Non sapevo che quell'incontro mi avrebbe costretta a mettermi letteralmente a nudo con me stessa...

E così tu sei incappato nelle mie fragilità e hai raccolto con un sorriso, la mia paura di vivere.

Da allora abbiamo unito le nostre reciproche insicurezze, e così come intrecciavamo le nostre mani di nascosto dagli occhi del cuore, abbiamo iniziato a tessere un nuovo disegno, mescolando tessere e ricucendo fili, anche se all'inizio gli unici colori che possedevamo erano il bianco e il nero.  

Strada di casa

 Il mio rifugio

la mia costante nostalgia

il mio punto di partenza

e il riferimento dei sogni futuri

La culla dolce dell'infanzia

l'arca spericolata dell'adolescenza

l'illusione della giovinezza

la fitta al cuore

il sorriso lieve prima di dormire

il sospiro ad occhi chiusi

la mano tesa ad aiutare

tu...

...la mia strada di casa.




Delicato

Delicata presenza Voce costante Paziente attesa Su questo cuore pulsante Delicata mano Che accarezza  Che sorregge Che protegge Questo cuore...