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sabato, settembre 12, 2009


sguardi nelle mani
senza parlare ti sto di fronte
che adesso il mio silenzio
saprà dire più di mille parole
a volte non c'è bisogno di dire nulla
basta solo saper pazientemente
accogliere l'altro
ricevere sulla propria pelle la sua tristezza
e continuare a guardarsi in silenzio


la luce è debole

eppure ti sento accanto a me
ora che dovresti piangere
non ci riesci e non sai
se rassegnarti o pregare ..
di fronte ad accadimenti così dolorosi
non esistono parole di conforto
non ci sono abbracci che sapranno scaldarti

tutto ha assunto un sapore amaro
e la luna lassù sembra ridere
beffarda della nostra impotenza
la sera è pura e irreale nel suo immenso blu
ci sovrasta e ci unisce annullando lo spazio
e da qui sotto sento negli occhi il ghiaccio

ti ascolto raccontarti lentamente
e senza dire nulla perchè a nulla
servirebbe parlare ..
... e dietro di noi viene una musica e ricopre l'aria
una musica dolce e senza voce
sottile e calda nella nostra notte

domani verrà l'alba e vedrai che sarà bellissima
domani verrà l'alba finalmente
e vedrai che mano nella mano
torneremo a sorridere insieme

lunedì, aprile 27, 2009

inesistente


Nella pioggia che cade lenta
lascio scivolare anche le mie lacrime
amare
come il sentimento che provo

silenziose come la tua presenza in questi anni
invisibili
mani che non mi hanno mai sorretto

le urla richiamano nella testa il presente
nella pioggia che cade senza sosta
scivola un affetto forse mai posseduto realmente
Ali spezzate contro sogni non realizzati
senza l'appoggio e il calore che avresti potuto darmi
e anche se ora tu cerchi di parlarmi
sono io adesso a voltarmi dall'altra parte ..
.. dopo il dolore che ho seminato nel cuore
le carezze che a tratti mi lanci fanno male
invisibili come la tua presenza nella mia vita
gli errori che ci richiamano al presente
Non si può costruire dal nulla
un legame in fondo inesistente.

mercoledì, marzo 04, 2009

ti sento


E' inutile mentire
mi mancavi e continui a mancarmi
cerco di sorridere quando vorrei solo piangere
vorrei chiudere gli occhi e tornare ad alcuni anni fa
ti sento mia
come se il tempo non si fosse mai fermato
é inutile trattenere la malinconia che mi accarezza piano
e io resto qui sola
mentre ti guardo allontanarti da me
anche se all'inizio ho ignorato il dolore che provavo
ascoltarlo mi faceva troppo male
ora apro gli occhi verso i tuoi tetti ampi
vorrei catturare questo cielo che tende la mano al mare
fotografare l'emozione che sento adesso
e guardarla quando crollerà la terra
per sentire meno forte il dolore sotto la pelle
e solo adesso mi rendo conto di quanto tu mi sia mancata
la mia piccola casa
quello spazio che silenzioso mi ha visto crescere
durante questo tempo ho schiacciato il sangue contro la porta

é piovuto invisibile il sale
ma é inutile ignorare il passato
ciò che siamo stati ciò che abbiamo vissuto
L'odore di queste strade questa città sempre uguale
quel treno inesistente che passeggia sulle rotaie sotto la mia finestra
i sogni che ho gettato oltre i palazzi
il sole che dopo la pioggia caduta lieve

a poco a poco asciuga anche le mie lacrime
scese a celebrare i ricordi

e io resto qui sola
perché adesso mi rendo conto di quanto tu mi manchi
L'abbraccio che mi hai donato prima di andar via
così penetrante e caldo

lo conserverò con me ogni giorno
addosso a me coprirà la tristezza che verrà
perché non puoi ignorare il tuo passato
mentre ti guardo allontanarti da me
così bella e irreale immobile al tocco
ti sento mia
sussurro dolcemente al vento addio ...
cerco di sorridere ora che vorrei solo piangere
... addio casa mia.

venerdì, febbraio 20, 2009

E io non avevo capito niente ....


E io non avevo capito niente
della pioggia che cadeva

senza più dissetare

dei tuoi occhi così chiari
da avere già capito chi ero
solo da quei miei silenzi
di quelle mani ipocrite
che mi rubavano la pelle
E io non avevo capito niente
della cattiveria che si nascondeva
dietro una fragilità fin troppo ostentata
del sapore amaro di quelle fragole
bagnate con intenzione nel veleno per far male

delle parole gettate lì incoscienti
su un pavimento troppo scivoloso

E io non avevo capito niente

di quello che si celava dietro la porta

della stupidità che mi ostinavo a fronteggiare
della bellezza che senza accorgermi
era già tra le tue mani piccole
di quello che avresti voluto offrirmi
se la cecità non avesse offuscato il mio passo
ammorbidito da troppi dubbi

E io non avevo capito niente
la Vita ancora un volta giocava con me
con delle certezze sempre in bilico
costringendomi a ristabilire i conti
con una realtà che credevo di conoscere
ma più vado avanti e più la terra trema
la sabbia crolla momento dopo momento
e io devo ricostruire tutto d'accapo

contro qualcosa che credevo di sapere
e che invece non conoscevo affatto
E io non avevo capito niente
la Vita ancora un volta giocava con me
per insegnarmi anche stavolta
ancora una volta a crescere
Le lacrime scendevano sul viso
lente e splendide
sciogliendo ogni trucco rimasto
ogni piccola verità
lasciando solo la pelle
bruciata da una maschera che mi ostinavo ad indossare
E io non avevo capito niente
del freddo nascosto dietro troppa luce
del burattinaio che mi manovrava indecente
mentre le lacrime scendevano lente e splendide
e io aprivo il sorriso
oltre quei tuoi occhi così chiari
solo dopo avere dubitato di ogni mia certezza
della me stessa che mostravo agli altri
per capire tutto
avrei dovuto morire per poi rinascere

martedì, febbraio 17, 2009

estranei

Mi spieghi come siamo arrivati a questo ....
.. al punto che non riusciamo a guardarci neppure negli occhi
al punto che la luce è talmente forte
che soffoco nell'aria che respiro
in un attimo tutto é passato
pioggia e cuore in un secondo
sulle nostre parole e nei gesti
tutto in un attimo passerà
Mi spieghi come siamo arrivati fin qui ...
.. al punto di aver perso la voglia di vederci
perché la pelle infetta
strade percorse insieme ormai buie
senza lasciare il tempo di capire di pensare
perché all'improvviso l'indifferenza ha preso il posto alle mani
al punto che ci sentiamo estranei l'uno all'altro
con quel senso di profonda tristezza che non puoi descrivere
pioggia e cuore in un secondo
in un attimo tutto passerà
anche il tremore dei dubbi
anche quell'indifferenza che calpesto decisa
su quelle strade ora senza nome ...
Mi spieghi come siamo arrivati qui ..
a parlare solo al vento
ora che ho scordato anche il tuo viso ?
Resto qui da sola ... ora che nevica l'inutilità
la bellezza dello sguardo
oltre l'orizzonte ora me ne andrò
con la semplicità del vento ..
Non mi spiego
come siamo arrivati a questo punto .....
Ma tutto passerà
pioggia e cuore in un secondo

mercoledì, gennaio 07, 2009

... se potessi

Rabbia
inesprimibile
fiamma nera dentro di me
potessi urlerei
urlerei al vento
tutto questo rancore
servisse a qualcosa
servisse a placare le tue lacrime
a te che in silenzio
soffri e non lo dici
a te che lasci il freddo impossessarsi delle ossa
potessi ti porterei in salvo
lassù tra le stelle
per darti solo pace
un pezzetto di azzurro ti regalerei
come una coperta
ti scalderei con il mio amore
affinché tu non debba più
stare così tanto male

.. da bambina
sognare era così leggero
accarezzare un sorriso così semplice
.. oggi i sogni sono fumo
la realtà un muro pesante
su cui sbatto in continuazione
piangendo e dimenandomi
inutilmente ...


Rabbia
profondissima
fiamma nera dentro me
che scava giorno per giorno
ogni piccola speranza
che spezza gli spiragli
della luce che avverto debolmente
potessi urlerei
urlerei al vento
tutta l'amarezza
servisse a qualcosa
servisse almeno
a non farti sanguinare ancora
servisse almeno
a salvare te ...

lunedì, gennaio 05, 2009

Domenico Modugno . Meraviglioso (1967)


... e' vero credetemi
é accaduto
di notte su di un ponte
guardando l'acqua scura
con la dannata voglia di fare un tuffo giù ...
d'un tratto

.. qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi così ...
... MERAVIGLIOSO ...

ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia ..
.. meraviglioso .. ?

tu dici
non ho niente ..
... ti sembra niente il mare la Vita l'Amore ...

sabato, dicembre 13, 2008

Impressioni di Dicembre...


... sarà che sono stanca di lottare
di sognare
di credere di poter avere un minimo di potere
nella Vita che indosso
con estrema fatica
porto avanti questa faccia stanca di sorridere
ostentando una felicità mai posseduta
una forza che sta crollando
dalle braccia sanguinano le paure
... sarà che il freddo mi sta portando via
sto sparendo
sottilmente
con gli occhi chiusi
sto cadendo come volevo
e non provo nessun dolore
forse è questo il mio destino
.. volare ..
.. sparire ..
perché troppo mare attraversa la pelle
e la terra non può contenere tutto questo dolore ..
... vorrei essere acqua ..
scivolare
limpida e trasparente
non provare emozione ..
... vorrei essere l'acqua di questa neve che cade piano
per non soffrire e non essere graffiata
in questa Vita che indosso
con fatica
ora che anche dicembre é arrivato
ma non ho voglia di lottare ancora ..
.. volare ..
come acqua nell'aria
.. sparire.

domenica, ottobre 26, 2008

Cara Madre (2)


Cara Madre,
cosa posso fare?...
le mie piccole mani
stringono questo dolore come fumo
inutile scudo delle tue preoccupazioni
inerme mi sento di fronte allo spettacolo delle tue lacrime
che silenzioso si celebra davanti ai miei occhi zoppi
il palazzo sta crollando
e io assisto muta alle ceneri
che una dopo l'altra si depongono sulla terra instabile.

Assisto sconfitta a questa Vita che non ha più nome
al suono cattivo e sadico che i giorni hanno ormai acquistato
la tua pelle trema e non ci sono coperte
non ci sono parole che possano scaldarla
mentre il sale scende piano e brucia ciò che incontra.

Vorrei gridare con forza
a colui che si definisce padre
questa rabbia a lungo covata
come pietre scaglierei addosso quelle lacrime
che ora tu, madre, ingiustamente generi dal tuo fragile spazio,
nei miei occhi vorrei farti rinascere
una volta sola e per sempre
e darti un po' di quella speranza che più non hai
ora che fuori è buio e hanno staccato l'elettricità.

Cara Madre,
cosa posso fare?...
Ti abbraccio dolcemente
perché solo questo so fare
la ruvidità delle emozioni che sento
é come pelle che ricopre e non protegge niente,
le mie mani falliscono di fronte al tuo dolore
e io rimango qui seduta
ad ascoltare il canto del tuo dolore
a chiedermi perché tu debba soffrire così...

Cara Madre,
cosa posso fare?...

domenica, ottobre 19, 2008

Il Passato


A volte il mio passato torna
beffardo e maligno
dolce e amara quell'infanzia
sotto forme che non credo
sotto vesti angeliche
in invisibili parole e gesti di gratuito dolore
il mio passato torna
e io non so cosa fare ....

.... rimango sola
ad ascoltare paziente
quella sottile linea acquosa
camminare dagli occhi fino al viso
rendendomi ancora più inerme

sotto angeliche vesti
sotto forme che non penso
il dolore antico riappare
ancora così palpabile
e io non so cosa fare ....

questo passato
giovanile tormento
che credevo di avere allontanato
in un improvviso attimo
si impadronisce della mia instabile
seppure reale
felicità che provo
e mi rigetta nel buio
che tanto temo

passato ...
... cosa cercherai di strapparmi stavolta?

  Se tu mi conoscessi Sapresti che amo la solitudine  le fragole il vino bianco il riflesso del tramonto sulla mia pelle il rumore del silen...